Valle di Nosè

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Descrizione

PUNTO DI PARTENZA: Nesso
QUOTE: 275m – 700m
DISLIVELLO: 450m
SVILUPPO: circa 7km per l’intero anello
DURATA: 3h in totale
ORIENTAMENTO: itinerario ben tracciato fino al bivio a quota 650m, poi nessun segnavia ma la traccia è evidente nel bosco.
Dai Monti di Careno a Nesso ottima segnaletica della Via Regia.
PERIODO: Tutto l’anno, ma consigliate le mezze stagioni
FREQUENTAZIONE: medio – bassa
DIFFICOLTÀ: facile


La scalinata sale subito ripida tra le case, offrendo diversi angoli caratteristici e non pochi scorci panoramici. Tra un vicolo e una via, prestando attenzione a non smarrire i segnavia sempre presenti, ci si porta nella frazione alta di Nesso, Lissogno, fino ad intersecare la via della castagna, che termina con un piccolo parcheggio. Qui si sale ancora leggermente superando una gradita fontanella, per poi svoltare a destra (indicazioni) e traversare finalmente in piano, lasciandosi lentamente alle spalle le ultime case e avvicinandosi al bosco.La mulattiera scende poi leggermente verso il fondovalle costeggiando degli orti, per poi raggiungere un sorprendente ponte di pietra a doppio arco sul Torrente Nosè (0:30h). L’area è molto rilassante e invita a ritornare, magari per un tranquillo picnic (sono presenti tavoli e postazioni per la griglia) o perché no, per bagnare i piedi nelle belle pozze del torrente.

La nostra escursione però prosegue sull’altro versante della valle (sinistro idrografico), sempre seguendo la mulattiera che ora entra nel bosco. Superato un primo bivio per un’azienda agricola (quota 450m circa, nei pressi di una cappelletta), il tracciato continua con tratti a volte più ripidi, costeggiando le baite di Jacum e superando un valloncello. Si incontra sulla sinistra un maestoso esemplare di castagno, le cui enormi dimensioni ne tradiscono l’età plurisecolare. Poco oltre si supera anche una baita recentemente ristrutturata, e subito dopo si è in prossimità di un bivio, a quota 650m (0:45h, 1:15h).

Proseguendo dritti lungo la mulattiera ci si porterebbe ai Piani di Nesso, mentre addentrandosi nel bosco lungo la stradina sterrata il nostro itinerario ci conduce verso i Monti di Careno. Attenzione perché il bivio non è segnalato! Occorre mantenersi sempre sul tracciato della stradina, finche questa non prende decisamente quota con un tornante a sinistra, terminando nei pressi di una casa costruita sotto un enorme masso erratico, uno dei più imponenti del Triangolo Lariano (località Cechina, 730m). Senza dover raggiungere per forza la casa, sul tornante si stacca una netta traccia di sentiero, che prosegue pianeggiando nel castagneto. Sempre in falsopiano, senza possibilità di sbagliare nonostante la mancanza di segnaletica, il tracciato taglia il bosco in direzione nord ovest, costeggiato verso la fine da antichi muretti a secco oramai ricoperti quasi completamente da rigoglioso muschio. Terminati i muretti si esce in una piccola radura, che va attraversata sempre dritti su una strada sterrata (evitare la curva della strada che porterebbe verso destra). Poco oltre la strada termina su una mulattiera in salita, in corrispondenza di un palo metallico (ma senza indicazioni). Piegando a destra, in discesa, si raggiungono in breve le baite più elevate dei Monti di Careno (657m; 0:30h, 1:45h).

Questo bel gruppo di baite è un tipico insediamento di media montagna, molto diffuso sul Lario, che veniva utilizzato soprattutto in primavera per iniziare a portare il bestiame in quota, in attesa che le alpi tornassero sfruttabili dopo la pausa invernale. L’antica mulattiera di accesso ai Monti di Careno è stata in tempi più recenti trasformata in una più comoda (seppure stretta e in certi punti ripidissima) strada cementata, che ha consentito di mantenere vivo l’accesso e quindi anche l’interesse per questo nucleo abitato. Il nostro itinerario la percorre per un tratto, in discesa, fino a un tornante sulla sinistra poco dopo una cappelletta (quota 500m ca.). Al tornante un segnavia della “Strada Regia” con indicato Pognana-Nesso ci invita a lasciare la strada e ad entrare nel bosco. Proseguendo in falsopiano si incontra dopo non molto un singolare masso avello, che date le sue dimensioni non può non destare curiosità e ammirazione, se si pensa che è stato scavato interamente a mano.. altri tempi! Il sentiero continua sempre a mezzacosta, superando in certi punti dei tratti un po’ stretti e altri resi meno agevoli da piante cadute. In breve si raggiungono le prime case della frazione Castello di Nesso, dalle quali si ritorna alla piazza da dove è partita la nostra escursione (1:15h, 3:00h). Un’ultima amenità: fate caso agli stretti cunicoli tra le case sul lato destro: uno di essi permette di portarsi oltre le abitazioni, in un curioso balcone panoramico con una vista unica sulle acque che si tuffano nella Valle di Nosè.


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